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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Montechiarugolo
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mwhaMontechiarugolo (mwhqmwhgAFI: /montekjaˈruɡolo/cite-ref-4[4]; mwjaMonc'rùggol in mwjqdialetto parmigianocite-ref-5[5]) è un mwkgcomune italiano di mwkw11 444 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Parma in mwmqEmilia-Romagna. Fa parte dell'mwmgUnione Pedemontana Parmense.

Montechiarugolo è un comune policentrico, articolato in cinque frazioni, ognuna sede di consulta frazionale: mwnaBasilicagoiano, mwnqBasilicanova, Montechiarugolo, mwngMonticelli Terme e mwnwTortiano. La sede amministrativa è collocata nella piccola località che dà il nome al comune, antica capitale della mwoacontea mwoqtorelliana.cite-ref-le-frazioni-6-0[6]

Contents

Clima
Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Montechiarugolo sorge in posizione pre-collinare ai piedi dei primi rilievi mwqqappenninici, sulla sponda sinistra del torrente mwqgEnza che segna il confine con la mwqwprovincia di Reggio Emilia.cite-ref-molossi-7-0[7]cite-ref-8[8]

Clima

Il clima di Montechiarugolo è tipicamente continentale. Per quanto riguarda le temperature, si passa dalle medie massime di 28,7mwtw °C di luglio alle medie minime di -1,5mwua °C di gennaio. Per quanto riguarda la piovosità, in luglio cadono mediamente 45mwuq mm di pioggia, mentre in novembre ne cadono 101mwug mm.cite-ref-9[9]

Origini del nome

Il toponimo deriva probabilmente dal mwwqlatino mwwgMons Clariculus, ossia "Monte chiaro, spoglio di alberi"; in epoca mwwwmedievale la località era nota come mwxaMonticulus rivulus, ossia "Montecchio rivolo",cite-ref-molossi-7-1[7] ma anche nelle forme di mwyqMonticulo Rivulo, mwygMonticuli Rivuli,cite-ref-10[10] mwzwMonticuli Reguli, mwaaMonte Clerevulo, mwaqMonteclariculo e mwagMonteclaruguli.cite-ref-11[11]

Storia

I più antichi insediamenti umani nella zona di Montechiarugolo sorsero già nel mwcqPaleolitico e nel mwcgNeolitico, mentre nei pressi dell'abitato di mwcwBasilicanova i mwdaTerramaricoli fondarono durante l'mwdqetà del bronzo un villaggio su palafitte.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-0[12]

In seguito il territorio fu occupato dai mwewLiguri, ai quali subentrarono intorno al 187 a.C. i mwfaRomani.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-1[12]

Il borgo medievale di Montechiarugolo sorse probabilmente nel mwggX secolo, in seguito ai disboscamenti eseguiti dai monaci mwgwagostiniani dell'mwhaabbazia di Santa Felicola,cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-2[12] menzionata per la prima volta nel 924.cite-ref-montechiarugolo-13-0[13]

Nel 962 il territorio fu assegnato al mwjgvescovo di Parma Oberto dall'mwjwimperatore del Sacro Romano Impero mwkaOttone I di Sassonia; la diocesi mantenne il controllo del territorio fino al 1106, quando subentrò il Comune di Parma, che alcuni anni dopo lo cedette ai conti mwkqSanvitale.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-3[12]cite-ref-dall-aglio-671-14-0[14]

Nel 1121 la casata edificò l'originario mwmwcastello difensivo;cite-ref-dall-aglio-671-14-1[14] nel 1255cite-ref-castello-montechiarugolo-15-0[15] il feudo pervenne al conte Guido Anselmo, il cui ramo fu in seguito conosciuto col nome di Guidanselmi.cite-ref-16[16]

Nel 1313 il conte Giovannino Sanvitale, tradendo i mwqqguelfi parmigiani, si alleò col mwqgsignore di Milano mwqwMatteo I Visconti; aiutato dai Baratti e dai da Palù, si ribellò al Comune di mwraParma e iniziò a compiere una serie di scorrerie nel territorio, incendiando anche dell'abbazia di Santa Felicola; il podestà cittadino e mwrqGiberto III da Correggio assediarono il castello, costringendo gli insorti alla resa; il maniero e il vicino borgo furono completamente rasi al suolo, mentre fu risparmiata soltanto la mwrgchiesa di San Quintino.cite-ref-dall-aglio-671-14-2[14]cite-ref-17[17]

Nei decenni seguenti il paese seguì le sorti del Comune di Parma; nel 1316 Giberto fu cacciato dalla città,cite-ref-18[18] di cui si impossessò nel 1335 il mwvasignore di Verona mwvqMastino II della Scala; nel 1341 la riconquistò mwvgAzzo da Correggio,cite-ref-19[19] che nel 1344 la alienò al mwwwmarchese di Ferrara mwxaObizzo III d'Este; quest'ultimo nel 1346 la rivendette infine al signore di Milano mwxqLuchino Visconti.cite-ref-20[20]

Nel 1402, dopo la morte di mwywGian Galeazzo Visconti, mwzaOttobuono de' Terzi prese possesso di Parma, allontanandone i mwzqRossi,cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-4[12] che per reazione iniziarono a compiere una serie di scorrerie in tutto il mw0gParmense; Montechiarugolo fu depredata nel 1403cite-ref-21[21] e conquistata nel 1404 dai mw1wda Correggio, alleati rossiani, ma pochi giorni dopo ripresa dai mw2aTerzi;cite-ref-22[22] nel 1406 Ottobuono convinse il duca mw3qGiovanni Maria Visconti ad assegnare al condottiero mw3gGuido Torelli il feudo di Montechiarugolo, comprendente anche le località di mw3wMonticelli, La Villa, mw4aMartorano, mw4qMarano, mw4gTortiano, mw4wBasilicagoiano, Pecorile e mw5aLesignano.cite-ref-dall-aglio-671-14-3[14]cite-ref-23[23]

Il duca mw7gFilippo Maria Visconti confermò a Guido l'investitura nel 1415cite-ref-24[24] e nel 1420,cite-ref-25[25] mentre nel 1428 elevò al rango di mw9wcontea il feudo.cite-ref-26[26]

Nel 1500, dopo la conquista del mw-qducato di Milano da parte dei mw-gFrancesi, il mw-wre mwaqaLuigi XII, con l'intento di punire il conte mwaqeCristoforo II Torelli per l'appoggio dato al mwaqiLudovico il Moro, inviò a Montechiarugolo le truppe guidate da mwaqmGian Giacomo Trivulzio, che attaccarono il castello e depredarono il borgo adiacente; il condottiero consegnò il maniero ad Antoine de Gimel,cite-ref-27[27] ma quattro anni dopo mwaqgFrancesco, fratello di Cristoforo, riacquistò la contea.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-5[12]

Nel 1551, durante la mwaq4guerra di Parma, che oppose il mwaq8duca mwaraOttavio Farnese, appoggiato dal re di Francia mwareEnrico II, e il mwaripapa Giulio III, alleato dell'mwarmimperatore del Sacro Romano Impero mwarqCarlo V d'Asburgo, il castello e il borgo furono nuovamente attaccati e occupati; al termine del conflitto i Torelli ne rientrarono in possesso.cite-ref-castello-montechiarugolo-15-1[15]

Nel 1612 il conte mwaroPio Torelli fu accusato, insieme alla contessa mwarsBarbara Sanseverino, al conte mwarwOrazio Simonetta, al marchese mwar0Girolamo Sanvitale, al conte mwar4Alfonso II Sanvitale, al conte Gian Battista Masi, alla marchesa mwasaAgnese Argotta e a molti altri nobili del Parmense, di aver preso parte alla presunta congiura ai danni del duca mwaseRanuccio I Farnese, che ne ottenne la condanna a morte e la confisca di tutti i beni;cite-ref-28[28] il feudo di Montechiarugolo fu definitivamente assorbito dalla Camera Ducale di Parma e subì una lenta decadenza.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-6[12]

Il 4 ottobre del 1796 il maniero fu al centro di uno scontro di modeste dimensioni ma grande risonanza, noto come mwatebattaglia di Montechiarugolo: un gruppo di miliziani appartenenti all'esercito austriaco, in fuga dalle truppe mwatinapoleoniche che avevano assediato la città di mwatmMantova, si diresse verso il mwatqGranducato di Toscana; la neonata mwatuRepubblica Reggiana inviò una spedizione che, con l'aiuto di alcuni soldati francesi, costrinse i nemici a cercare un riparo nel castello di Montechiarugolo, ove avvenne lo scontro armato, al cui termine gli austriaci furono costretti alla resa.cite-ref-29[29] Napoleone in persona commemorò i due reggiani caduti in battaglia ed elogiò l'impresa, che probabilmente rappresentò la prima avvisaglia del mwatoRisorgimento Italiano.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-7[12]

Nel 1806, dopo l'annessione del mwauaducato di Parma e Piacenza all'mwaueImpero francese, Montechiarugolo divenne sede del nuovo comune (o mwauimairie), comprendente le frazioni di Monticelli, mwaumBasilicanova, Basilicagoiano, Tortiano, Piazza, Sant'Ermanno e Pariano.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-8[12]

Alcuni anni dopo l'mwaukUnità d'Italia, il territorio di Montechiarugolo accrebbe la propria importanza grazie alla realizzazione del ponte sul torrente Enza e, nel 1901, della diramazione per mwauoMontecchio della mwaustranvia Parma-Traversetolo, che consentirono un più rapido collegamento con le città di Parma e mwauwReggio Emilia; vi sorsero alcune industrie, prevalentemente del settore agro-alimentare, tra cui la mwau0Mutti nella località di Piazza di Basilicanova.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-9[12]

Durante la mwavmseconda guerra mondiale, tra il giugno 1940 e l'estate del 1943, un'ala del mwavqcastello di Montechiarugolo fu riadattata a ospitare un campo di internamento civile maschile, uno di tanti attivati dalle autorità fasciste per accogliere i "sudditi di paesi nemici" presenti sul territorio nazionale, inclusi numerosi profughi ebrei.cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]

Simboli

«Inquartato: nel primo e nel quarto, di rosso, al

toro

furioso

d'oro; nel secondo e nel terzo, d'argento, al

biscione visconteo

di verde, coronato d'oro, ondeggiante in palo, ingollante un saraceno ignudo di rosso. Lo scudo è timbrato da una corona comitale d'oro gemmata.

»

Nello stemma è rappresentato il torello rampante della mwawqfamiglia Torelli e il biscione dei mwawuVisconti (dai quali i Torelli ricevettero la mwawycontea di Montechiarugolo nel 1406), con sovrastante corona simbolo della contea.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di San Quintino

Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa mwaxeromanica fu quasi completamente ricostruita in stile mwaxineoromanico tra il 1901 e il 1910 su progetto dell'architetto Camillo Uccelli, conservando dell'edificio originario soltanto la zona absidale e il campanile; colpita dal terremoto del 2008, fu restaurata e consolidata strutturalmente nel 2014; il luogo di culto conserva al suo interno varie opere di pregio, tra cui la pala d'altare settecentesca, alcune statue e, nel locale attiguo al presbiterio, una serie di affreschi quattrocenteschi.cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]

Abbazia di Santa Felicola

Costruita nell'mwayiXI secolo dagli mwaymagostiniani intorno all'oratorio di Santa Felicola menzionato per la prima volta nel 924, l'abbazia fu elevata a sede di mwayqpriorato nel 1018; quasi completamente distrutta da un incendio durante gli scontri che nel 1313 opposero il conte Giovannino Sanvitale a mwayuGiberto III da Correggio e al podestà di mwayyParma, fu abbandonata alcuni anni dopo la mwaycpeste nera del 1348; riassegnata intorno alla metà del mwaygXV secolo ai mwaykCanonici Regolari Lateranensi, fu ceduta nel 1789 o 1793 all'mwayoospedale della Misericordia di Parma; acquistata agli inizi del mwaysXIX secolo dal conte Giuseppe Simonetta di Torricella, fu trasformata in residenza privata, sede di una vasta tenuta agricola; ereditata dal conte Luigi Sanvitale Simonetta, fu alienata nel 1917 all'imprenditore agricolo Brandino Vignali, che avviò importanti lavori di modernizzazione dell'azienda agraria. La struttura, benché modificata più volte nei secoli, conserva varie testimonianze delle sue origini mwaywromaniche, tra cui la chiesa e il porticato est della corte, retto da colonnine binate; l'ala residenziale sud-est, circondata su due lati dal grande parco, presenta varie sale coperte da mway0volte.cite-ref-montechiarugolo-13-1[13]cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]

Convento di Santa Maria delle Grazie

Edificato in forme mwaaurinascimentali tra il 1489 e il 1523 per volere del conte mwaayMarsilio Torelli, il convento, donato ai mwaacfrancescani dalla contessa mwaagDamigella Trivulzio, vedova del conte mwaakFrancesco, fu confiscato nel 1811 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi sancita da mwaaoNapoleone; utilizzato quale caserma militare e successivamente fabbrica di polvere da sparo, fu alienato nel 1870 a privati; ereditato dai mwaassalesiani nel 1914, il complesso, dopo la ricostruzione in stile mwaawneoclassico della chiesa, nel 1922 fu adibito a istituto di avviamento agrario e ampliato tra il 1933 e il 1947; divenuto nel 1964 sede di scuola media, fu chiuso nel 2002 a causa del drastico calo del numero di iscritti e acquistato da una società immobiliare costituita da un gruppo di ex allievi, che riaprì per alcuni anni l'istituto, poi fallito nel 2014; la chiesa, elevata nel 1962 a santuario diocesano intitolato a mwaa0santa Maria Ausiliatrice, conserva al suo interno una statua lignea della mwaa4Madonna col Bambino, realizzata da scultori della mwaa8Val Gardena.cite-ref-montechiarugolo-13-2[13]cite-ref-38[38]cite-ref-39[39]

Oratorio del Romito

Edificato originariamente dai frati mwab8agostiniani della vicina mwacaabbazia di Santa Felicola tra l'mwaceXI e il mwaciXII secolo, l'oratorio, dedicato all'mwacmAnnunciazione della Beata Vergine, fu donato dalla contessa Domitilla Trivulzio ai mwacqfrancescani del vicino mwacuconvento di Santa Maria delle Grazie; profondamente degradato, fu completamente demolito dopo alcuni anni; ricostruito dai frati tra la fine del mwacyXVII e l'inizio del mwaccXVIII secolo, fu confiscato nel 1811 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi sancita da mwacgNapoleone e alienato con le terre annesse dapprima nel 1817 al capitano Egidio Rossini, successivamente nel 1843 al giudice Remigio Villa e infine nel 1867 al conte Antonio Costerbosa; restaurato per volere del nuovo proprietario e della figlia Faustina, moglie del marchese Antonio Lalatta, fu adibito a cappella privata della mwackvilla La Vignazza; consolidato strutturalmente verso la fine del mwacoXX secolo, il luogo di culto conserva nel presbiterio alcuni affreschi tardo-seicenteschi.cite-ref-montechiarugolo-13-3[13]cite-ref-40[40]

Chiesa di Santo Stefano a Basilicagoiano

Edificata originariamente prima del 1169 per volere, secondo la tradizione, del mwadovescovo di Piacenza, la pieve di mwadsBasilicagoiano fu completamente ricostruita in stile mwadwrinascimentale nel mwad0XVI secolo; modificata nel 1717 con l'aggiunta delle quattro cappelle laterali mwad4barocche a pianta ottagonale, fu arricchita della facciata mwad8neorinascimentale tra il 1936 e il 1937; al suo interno conserva due dipinti settecenteschi, un affresco staccato risalente al 1481 e un mwaeaorgano seicentesco.cite-ref-41[41]cite-ref-42[42]

Chiesa di San Donnino a Monticelli Terme

Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa originaria mwafaromanica di mwafeMonticelli Terme fu riedificata agli inizi del mwafiXVI secolo ed elevata al rango di parrocchia nel 1564; ricostruita nuovamente in stile mwafmneoclassico nel 1765, fu ampliata nel 1830 e completata con la facciata nel 1878 e il campanile nel 1910; il luogo di culto conserva al suo interno numerose opere di pregio, tra cui la pala d'altare settecentesca attribuita a mwafqIlario Spolverini, un olio cinquecentesco eseguito da mwafuGiovanni Battista Bertucci il Giovane, altri dipinti e arredi antichi e un piccolo mwafyorgano costruito nei primi anni del XVIII secolo.cite-ref-43[43]cite-ref-44[44]

Chiesa di San Giovanni Battista a Basilicanova

Costruita originariamente tra il mwagyVII e l'mwagcVIII secolo, la pieve di mwaggBasilicanova, menzionata per la prima volta nel 921, fu rasa al suolo nel 1334 in occasione della distruzione del vicino mwagkcastello per mano di mwagoMastino II della Scala; riedificata più a ovest forse già pochi anni dopo, fu dotata di campanile alla fine del mwagsXVIII secolo; quasi completamente ricostruita in stile mwagwneobizantino tra il 1915 e il 1920 su progetto dell'architetto Camillo Uccelli, fu completata con la nuova facciata disegnata dal geometra Luigi Adorni nel 1939 e affrescata internamente dal pittore Emanuele Quintavalla nel 1949; la chiesa, ristrutturata nel 2017, conserva dell'antica struttura soltanto il campanile tardo-settecentesco.cite-ref-45[45]cite-ref-46[46]

Oratorio di San Fermo e Natività di Maria Vergine a Piazza di Basilicanova

Edificato originariamente nel 1610 nel Prato del ponte della Maestà per volere del sacerdote Bernardo Politi, appartenente alla casata proprietaria della vicina Villa Politi, il piccolo oratorio in rovina fu completamente ricostruito agli inizi del mwahwXVIII secolo in stile mwah0barocco accanto alla villa nel centro di mwah4Piazza; donato alla mwah8parrocchia di Basilicanova nel 1916 da parte degli eredi dell'ultima contessa Politi, fu restaurato e decorato nel 1959 su finanziamento della famiglia Mutti, proprietaria dal 1907 della villa e fondatrice dell'mwaiaazienda omonima adiacente. L'edificio, sviluppato su una pianta a navata unica, presenta una facciata tripartita da quattro mwaielesene, a sostegno del mwaiifrontone mistilineo di coronamento; gli interni, ornati con paraste mwaimdoriche e affreschi sulle coperture, conservano alcuni antichi dipinti.cite-ref-47[47]cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]cite-ref-oratori-50-0[50]

Chiesa di San Lorenzo a Tortiano

Menzionata per la prima volta nel 1189, la chiesa di mwajsTortiano fu completamente ricostruita in stile mwajwbarocco nel 1659; dotata di campanile nel 1700, fu ristrutturata nel 1887; parzialmente modificata negli interni tra il 1934 e il 1937, fu risistemata negli esterni nel 1949; colpita da un sisma nel 2008, fu restaurata e consolidata strutturalmente tra il 2013 e il 2014; il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da tre cappelle per parte, conserva un mwaj0piviale in mwaj4broccato risalente al mwaj8XVIII secolo.cite-ref-51[51]

Architetture militari

Castello

Edificato originariamente intorno al 1121 da parte della famiglia mwalaSanvitale, il castello fu distrutto nel 1313 dai mwaleguelfi parmigiani guidati da mwaliGiberto III da Correggio; acquisito nel 1348 dal mwalmsignore di Milano mwalqLuchino Visconti, fu completamente ricostruito; espugnato nel 1404 dai mwaluda Correggio e dai mwalyRossi, fu successivamente riconquistato da mwalcOttobuono de' Terzi e restituito a mwalgGiovanni Maria Visconti, che su suo suggerimento nel 1406 ne investì il condottiero mwalkGuido Torelli, nominato nel 1428 mwaloconte di Montechiarugolo; occupato e danneggiato nel 1500 da mwalsGian Giacomo Trivulzio per conto del mwalwre di Francia mwal0Luigi XII, fu riacquistato nel 1503 da mwal4Francesco Torelli; restaurato e trasformato in elegante dimora nobiliare da mwal8Pomponio Torelli alla fine del mwamaXVI secolo, fu requisito nel 1512 dal mwameduca di Parma mwamiRanuccio I Farnese che condannò a morte il conte mwammPio Torelli, accusato di aver partecipato alla presunta congiura dei feudatari; utilizzato dapprima come deposito di beni alimentari e successivamente come magazzino militare e fabbrica di polvere da sparo, appartenne alla Camera Ducale di Parma fino all'mwamqUnità d'Italia, dopodiché fu alienato nel 1864 dal mwamuDemanio pubblico alla famiglia Marchi. Il castello, sviluppato attorno a due cortili interni, mostra i tratti tipici dei castelli d'epoca tardo-medievale, per la presenza di due mwamyrivellini, della corona di mwamcmerli ghibellini in sommità e dei mwamgbeccatelli con mwamkcaditoie; il maniero conserva numerosi ambienti interni e un loggiato sul lato est interamente decorati con affreschi cinquecenteschi.cite-ref-castello-montechiarugolo-15-2[15]cite-ref-52[52]

Castello di Monticelli

Menzionato per la prima volta nel 980 quale dipendenza della mwanuDiocesi di Parma, il castello di mwanyMonticelli seguì fino agli inizi del mwancXV secolo le sorti della città di mwangParma, contesa a partire dal mwankXIV secolo da numerose famiglie, tra le quali i mwanoda Correggio, i mwansRossi, i mwanwdella Scala, gli mwan0Este e i mwan4Visconti; razziato tra il 1403 e il 1404 dai Rossi, fu assegnato nel 1406 a mwan8Guido Torelli unitamente al feudo di Montechiarugolo; conquistato per breve tempo nel 1482 da Giacomo de' Rossi, se ne perse in seguito ogni traccia; sulle sue rovine fu probabilmente edificata la villa Mariotti-Micheli, che conserva al suo interno un disegno a carboncino del poeta mwaoaFrancesco Petrarca, ospite nel 1341 di mwaoeAzzo da Correggio nel maniero.cite-ref-53[53]

Castello di Basilicanova

Innalzato forse nel mwaokXIII secolo per volere della famiglia Piticheldi, il castello di mwaooBasilicanova fu conquistato nel 1334 dai mwaosRossi, ma successivamente incendiato da mwaowMastino II della Scala; ricostruito l'anno seguente dai Rossi, fu nuovamente attaccato nel 1336 dalle truppe scaligere; riedificato in forme possenti nel 1411 dai fratelli mwao0Giacomo e mwao4Pietro de' Rossi, fu conquistato durante la mwao8guerra dei Rossi del 1483 da mwapaLudovico il Moro e assegnato a mwapeGian Giacomo Trivulzio; alienato nuovamente a mwapiTroilo I de' Rossi, nel 1539 fu confiscato dal mwapmpapa Paolo III e raso definitivamente al suolo per sua volontà; sulle rovine fu edificata nel mwapqXVII secolo l'attuale Villa Giovanardi.cite-ref-54[54]

Castello di Pariano

Edificato probabilmente nell'mwapwXI secolo dalla famiglia Bravi nei pressi di mwap0Mamiano, il castello fu espugnato nel 1405 da mwap4Giacomo e mwap8Ottobuono de' Terzi, ma riconquistato nel 1409 dal mwaqamarchese di Ferrara mwaqeNiccolò III d'Este, che nel 1416 lo restituì ai Bravi; rinforzato nel 1482 durante la mwaqiguerra dei Rossi, fu occupato l'anno seguente da mwaqmLudovico il Moro e assegnato dapprima a mwaqqGian Giacomo Trivulzio e successivamente al condottiero Gaspare Sanseverino; attribuito nuovamente ai Bravi nel 1500, fu conquistato nel 1522 da mwaquPier Maria III de' Rossi con l'aiuto dello zio mwaqyGiovanni dalle Bande Nere e assegnato al fratello mwaqcGiulio Cesare de' Rossi; annesso al feudo di Basilicanova, fu confiscato e distrutto nel 1539 dal mwaqgpapa Paolo III, che ne investì il nipote mwaqkSforza I Sforza di Santa Fiora; accanto alle rovine del castello, oggi scomparso, fu edificata in epoca imprecisata la Corte di Pariano.cite-ref-55[55]

Architetture civili

Villa Lalatta Costerbosa

Edificata originariamente nel mwaryXVI secolo forse quale ospizio dei mwarcfrancescani del mwargconvento di Santa Maria delle Grazie, la struttura fu distrutta nella seconda metà del secolo; riedificata dai frati quale residenza del romito addetto al vicino mwarkoratorio, fu confiscata nel 1811 dal governo mwaronapoleonico; alienata nel 1817 unitamente alla tenuta circostante al capitano Egidio Rossini, fu ampliata e trasformata in villa mwarsneoclassica; acquistata nel 1843 dal giudice Remigio Villa, fu rivenduta nel 1867 al conte Antonio Costerbosa, che avviò importanti lavori di ristrutturazione completati nel 1879 dalla figlia Faustina, moglie del marchese Antonio Lalatta; ereditata dai suoi discendenti, fu completamente restaurata alla fine del mwarwXX secolo. La villa, costituita da due corpi affiancati di epoche diverse sviluppati a nord di una piccola corte, si erge su due livelli principali fuori terra; all'interno sono presenti vari ambienti decorati; intorno si estende l'ampio parco, ricco di piante secolari, mentre più a valle si trova l'oratorio del Romito.cite-ref-56[56]cite-ref-57[57]

Villa Borri a Basiligoiano

Costruita ai margini di mwaswBasilicagoiano per volere della nobile famiglia Borri tra il mwas0XVI e il mwas4XVII secolo quale casa padronale di campagna e casino di caccia, la villa mwas8rinascimentale fu successivamente modificata con alcune aggiunte mwatabarocche, mantenendo tuttavia pressoché inalterata la veste originaria; ereditata nel mwateXIX secolo da Cesare Campagna e poi dalla famiglia Corbellini, fu acquistata in seguito dal nobile Giovanni Battista Borri, che, appartenente a un altro ramo dell'antica casata, la trasmise ai suoi discendenti. La struttura, sviluppata su una pianta quadrata, si erge su tre livelli principali fuori terra ed è dominata dalla torretta che si innalza al culmine del tetto; all'interno il salone passante, ornato con affreschi sulla mwativolta a botte, dà accesso a vari ambienti, tra cui la cappella e lo scalone. Intorno si sviluppa il parco; il viale d'ingresso è affiancato da due ali di edifici.cite-ref-comune-di-montechiarugolo-12-10[12]cite-ref-58[58]

Terme Borrini a Monticelli Terme

Edificate in stile mwauiliberty tra il[1926 e il 1927 per volere di Italo Borrini, le Terme di mwaumMonticelli Terme furono negli anni seguenti circondate da un parco di 25 ettari ricco di piante, all'interno del quale furono costruiti, accanto alla villa di famiglia, alcuni alberghi e l'oratorio di San Giulio; dei 16 pozzi scavati, ne rimangono attivi 7, di cui utilizzati 2, dai quali scaturiscono altrettanti differenti tipi di acque: salsobromoiodiche e sulfuree.cite-ref-59[59]cite-ref-60[60]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-61[61]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera è di 1.280 persone, pari all'11,13% dei residenti.cite-ref-62[62]

Geografia antropica

Frazioni

Il comune policentrico di Montechiarugolo è composto da cinque frazioni, ognuna sede di consulta: mwavwBasilicagoiano, mwav0Basilicanova, Montechiarugolo, mwav4Monticelli Terme e mwav8Tortiano.cite-ref-le-frazioni-6-1[6]

Si aggiungono a queste numerose altre località: Cantone di Pariano, Case Nuove, Castello, Convento, Fornace Vecchia, La Fratta, Lovetta, Malcantone, Masdone, Morzola, Monte, mwawuMonticelli Chiesa, Pecorile, Piazza, Piazzola, San Geminiano, Santa Felicola, Scornavacca, Torretta, Tre Fiumi, Tripoli.cite-ref-63[63]

Infrastrutture e trasporti

Posta lungo la strada provinciale 45, fra il 1901 e il 1934 Montechiarugolo era servita da una stazione e una fermata poste sulla diramazione per mwawwMontecchio della mwaw0tranvia Parma-Traversetolo, esercita a vapore, che percorreva la provinciale 18.cite-ref-64[64]

Il collegamento pubblico con Parma è da allora svolto mediante autoservizi gestiti da mwaxmTEP.

Amministrazione

Montechiarugolo ha vinto l'edizione 2013 del premio "Comuni Virtuosi".cite-ref-65[65]

Sindaci eletti dal consiglio comunale (1945-1995)

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1923 | 1935 | Ugo Mutti | | Sindaco | |
| 19 aprile 1945 | 2 settembre 1945 | Demetrio Guareschi | | Sindaco | |
| 1946 | 1951 | Giovanni Marmiroli | | Sindaco | |
| 1951 | 1970 | Sergio Amoretti | | Sindaco | |
| 1970 | 1980 | Francesco Friggeri | | Sindaco | |
| 1980 | 1993 | Giampietro Carboni | | Sindaco | [ 66 ] |
| 27 giugno 1993 | 1995 | Luigi Orlandini | Partito Repubblicano Italiano | Sindaco | [ 66 ] |

Sindaci eletti direttamente dai cittadini (1995-)

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Ovidio Bussolati | centro-sinistra e civici | Sindaco | [ 66 ] |
| 1999 | 2009 | Fabrizio Bolzoni | lista civica di centro-sinistra "Montechiarugolo Futura" | Sindaco | [ 66 ] |
| 8 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Luigi Buriola | lista civica di centro-sinistra | Sindaco | [ 66 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Luigi Buriola | lista civica di centro-sinistra : "Insieme per Montechiarugolo", sostenuta da PD | Sindaco | [ 66 ] |
| 27 maggio 2019 | in carica | Daniele Friggeri | lista civica : "Noi di Montechiarugolo" | Sindaco | [ 66 ] |

Gemellaggi

• mwa0iIsola
• mwa0yLibourne

Note

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Bibliografia

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Voci correlate

• mwbzgSanvitale
• mwbzoParma

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.montechiarugolo.pr.it.
• citerefsapere-itMontechiarùgolo, su sapere.it, De Agostini.